Aeroclub Ferrara

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Roberto Fabbri

Roberto Fabbri, nato a Ferrara nel 1896, fu uno dei primi ad ottenere il brevetto di pilota in Italia. Mori nel luglio del 1913 all'età di 17 anni, durante un volo sulle brughiere attorno Malpensa.

Dopo il suo incidente Italo Balbo pubblicò un breve pamphlet dal titolo: "Roberto Fabbri, il più giovane aviatore del mondo: memorie e note compilato dal suo amico Italo Balbo".

In questo breve testo metà fantasia romantica, culto degli eroi, e la proiezione giovanile; metà spassionato giornalismo investigativo, Balbo rende omaggio poetico a Fabbri, "che aveva visto la morte in faccia sprezzante e aveva saputo morire come un eroe in una lotta titanica contro gli elementi."

"Lui era morto" per l'ideale splendente delle più grandi conquiste umane. Come figlio fedele di Ferrara, il più grande sogno di Fabbri, secondo Balbo, era "di salutare dall' alto la sua bella città addormentata e risvegliarla con il tuono del suo potente motore, facendo volteggiare il suo aereo bianco intorno alle torri virili del Castello Estense."

Secondo Balbo Fabbri non era solo un insensato e coraggioso avventuriero: "Onoriamo in lui non la vittima inutile di una follia, ma un eroe che morì gloriosamente sul campo di battaglia della scienza."

Balbo indagò anche le circostanze dell'incidente. Fabbri aveva appena ottenuto il brevetto di pilota e stava effettuando un volo solista su un aereo con motore da ottanta cavalli, dopo i voli di addestramento con un aereo con motore da trentacinque cavalli. Furono ripresi titoli ed articoli di giornali in cui veniva indicato il costruttore Caproni come responsabile dell'incidente. Caproni rispose alle accuse asserendo che Fabbri stava effettuando voli acrobatici con l'aeroplano.

Balbo ritenne improbabile la ricostruzione di Caproni, in Fabbri egli ammirava "audacia e non temerarietà" tanto da non credere in un incidente causato da "irresponsabilità".

Nella Certosa di Ferrara si può ammirare la bella tomba celebrativa.