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Antincendio

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I piccoli aeroporti italiani si trovano a dover affrontare una normativa relativa al servizio antincendio di impossibile o difficile applicazione pratica. L’obbligo del servizio antincendio sugli aeroporti nasce dal recepimento dell’Annesso 14 emesso dall’ICAO. In questo documento, vengono raccomandati alcuni requisiti minimi generici lasciando poi alle singole autorità nazionali il dettaglio delle scelte operative.
In Italia l’annesso 14 è stato recepito da una legge (Legge 23 dicembre 1980 n. 930) attuata da un decreto ministeriale (D.M. 2 aprile 1981) che definisce i requisiti minimi operativi in funzione della classe dell’aeroporto. Esistono infatti 9 classi aeroportuali definite dall’ICAO (in ordine crescente dalla 1 alla 9 in funzione delle caratteristiche dei mezzi che operano sull’aeroporto) che hanno un analogo nelle 9 classi antincendio definite nel decreto ( ma in senso opposto dalla 9 alla 1 in senso crescente).

In base al decreto attuativo, per gli aeroporti di dimensioni minori (1^ classe ICAO ovvero 9^ classe antincendio) tra gli obblighi più difficili da attuare praticamente vi è quello della presenza sul campo di 3 addetti abilitati ad espletare il servizio durante tutto l’orario di apertura dell’aeroporto. In realtà gestite dagli aeroclub, che hanno poche persone a disposizione e si basa sul volontariato, questo requisito è praticamente impossibile da soddisfare operativamente. Altro requisito di difficile applicazione è proprio quello dell’abilitazione, demandata ai comandi provinciali dei vigili del fuoco in concerto con il ministero dell’interno e di ispettorati delegati al controllo. L’iter per l’approvazione dei corsi (ben 32 ore minime con argomenti di livello "universitario") è molto lungo e complesso dati i molteplici enti in gioco, con difficoltà di dialogo e collisione di interessi. Solo l’organizzazione di un corso da parte di un comando provinciale richiede mesi. Inoltre i requisiti fisici per le persone che aspirano all’abilitazione è lo stesso richiesto per i pompieri effettivi, altro grande problema dato che normalmente i soci degli aeroclub anche per ragioni di età non sono in condizione di soddisfare questi limiti. Altro problema è il mezzo antincendio, anche questo un costo molto difficile da sostenere per le piccole realtà la cui approvazione tra l’altro richiede tempi lunghi e costi burocratici notevoli.
Da lungo tempo l’Aeroclub d’Italia ha prodotto una modifica che dovrebbe alleggerire i requisiti rendendo operativamente plausibile l’applicazione della normativa. In particolare si propone:

1.   La riduzione delle unità addette al servizio antincendi obbligatorio negli aeroporti non superiori alla prima e seconda categoria delle Raccomandazioni I.C.A.O da n. 3 unità, a (2 operatori + 1 autista che hanno espletato e superato il corso aeroportuale apposito) come disposto dalla Circolare M.I. n. 4468 sott. 3405/L/B del 24/11/1997 a n. 2 unità ( 2 operatori formati + 1 autista non formato, considerato che l’autista medesimo deve solo guidare un automezzo di rapido intervento : automezzo leggero per il quale è prevista la sola patente di tipo B civile).
2.   La semplificazione dell’accertamento dell’idoneità fisica per gli addetti (basta una certificazione di sana e robusta costituzione rilasciata da medico competente come prescritto dal D.L.vo n. 81/2008)
3.   La semplificazione del corso di abilitazione (effettuato secondo le modalità previste nel D.M.10 marzo 1998 (corso di tipo C – rischio elevato di durata pari a 16 h) integrato con specifica formazione settoriale (conoscenza degli aeromobili interessati, aree di rischio dei vari aeromobili, procedure di emergenza e nozioni di pronto soccorso) per un totale di ulteriori 8h.

Questa proposta di modifica da mesi è in attesa di essere approvata (prima dal Ministero dell’Interno ed ora per una modifica di competenza da ENAC). Anche se queste modifiche non risolvono il problema, lo rendono comunque di più semplice applicazione. Non si comprende il motivo del ritardo dell’approvazione della modifica dato che in base a quanto si apprende informalmente tutti gli enti interessati sono favorevoli.
Per completezza di informazione, negli altri paesi aderenti all’ICAO l’Annesso 14 è stato recepito negli aeroporti minori in modo molto più applicabile e sensato. Inoltre è all’esame dell’ICAO una proposta di ulteriore semplificazione che eliminerebbe del tutto l’obbligo del servizio antincendio per quegli aeroporti nei quali non viene effettuato trasporto aereo commerciale. La proposta dovrebbe essere approvata anche se in tempi lunghi (almeno 3 anni).